domenica , dicembre 16 2018
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Carceri, nuovo allarme dell'Uspp: 'Troppi detenuti e carenza di ...

Carceri, nuovo allarme dell’Uspp: ‘Troppi detenuti e carenza di …

“Esprimiamo le nostre congratulazioni alla Direzione del Centro Penitenziario di Secondigliano per i protocolli firmati dall’onorevole Ministro della Giustizia in presenza del Capo Dap ma vogliamo sottolineare anche il forte disagio del personale di polizia penitenziaria che opera in condizioni di forte stress sempre in carenza di organico: sono ben 7500 sono i detenuti ristretti nelle carceri campane di cui soltanto 2400 a Poggioreale, e tra Secondigliano e Poggioreale mancano oltre trecento agenti”. Lo sottolinea, in una nota, Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp. “Come sindacato rappresentativo del personale – continua Auricchio – lanciamo un grido di allarme per le gravose condizioni lavorative del personale di polizia penitenziaria in particolar nelle carceri piu’ grandi. Chiediamo pertanto al Ministro di farsi carico anche dei problemi del personale assumendo l’impegno di procedere in tempi brevi a maggiori assunzioni. Chiediamo, altresi’, all’onorevole Ministro di adottare maggiori misure a sostegno del benessere del personale, stanziando a tal fine maggiori risorse e cosi’ pure una maggiore tutela dell’ immagine del Corpo garantendo, tra l’altro, maggiori forniture complete di vestiario. Chiediamo, infine, al Ministro di meglio veicolare all’esterno la conoscenza del servizio che viene reso quotidianamente dal Corpo di Polizia Penitenziaria per la sicurezza del Paese La polizia penitenziaria infatti offre un ampio contributo alla sicurezza del Paese sia sotto l’aspetto della repressione, ma, soprattutto, sotto l’ aspetto della prevenzione, dal momento che attraverso la garanzia dell’ ordine e della disciplina si impegna a restituire alla societa’ esterna degli uomini e delle donne migliori. Riteniamo che tutte queste azioni debbano essere messe necessariamente in campo se si vuole veramente cambiare rotta promuovendo una nuova cultura del sistema penitenziario e, contestualmente, un maggiore coinvolgimento della societa’ esterna e delle istituzioni tutte nelle attivita’ del carcere”, conclude il sindacalista.

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