sabato , aprile 20 2019
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Case chiuse, arriva la proposta di legge della Lega

Case chiuse, arriva la proposta di legge della Lega

La Lega tenta l’ennesimo blitz per il ripristino delle “case chiuse”.

Il Carroccio è su queste posizioni da tempi non sospetti: qualcuno si ricorderà delle firme raccolte qualche anno fa per poter presentare un referendum popolare e utile al superamento della legge Merlin. Per la causa si era speso lo stesso Matteo Salvini. Tra i contrari, invece, si era schierato il Partito Democratico. Ma oggi, con le responsabilità di governo e con la maggioranza parlamentare, seppur “viziata” dall’alleanza con i grillini, potrebbe essere arrivata la volta buona.

A spiegare l’entità della proposta è stato il quotidiano Il Tempo. Il fine, come sempre accade mediante questa ipotesi di liberalizzazione, è almeno duplice: combattere l’esercizio della professione secondo le modalità vigenti, cioè vietare per legge la pratica all’interno dei “luoghi pubblici”, e normativizzare un fenomeno che, nel caso venisse regolarizzato, potrebbe portare in dote nuove e cospicue entrate statatli. Il senatore Gianfranco Rufa, eletto nel Lazio e originario di Veroli, in provincia di Frosinone, ne ha parlato con l’Adnkronos: “E un gesto di civiltà nei confronti delle prostitute che si trovano per strada – ha dichiarato – , per il decoro e l’ immagine delle stesse strade”. E ancora: “E l’ ennesima volta che presentiamo questa legge: questo significa che ci crediamo”. Sempre Rufa, si legge sul quotidiano romano, ha avuto modo di affrontare il tema degli “introiti”. Tassare i redditi derivanti da questa attività, insomma, è uno dei passaggi previsti. Il secondo dopo la messa al bando della prostituzione per strada.

Viene prevista, poi, l’istituzione di un vero e proprio registro, che nella ratio della legge serve a garantire tanto i clienti quanto coloro che, a questo punto, si troverebbero a svolgere un lavoro perfettamente a norma. Serve a “riaprire le case chiuse”, in sintesi. “Chiunque esercita la prostituzione – si apprende – è tenuto a sottoporsi ad accertamenti sanitari ogni sei mesi e a esibire, a richiesta dell’ autorità sanitaria o di polizia, l’ ultima certificazione sanitaria ottenuta”: il testo non lascia nulla al caso e dispone, come era ovvio che fosse, anche le norme inerenti alle tasse e alle questioni sanitarie. La Lega ci riprova, ma non è detto che il MoVimento 5 stelle decida di sostenere questa causa.

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