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Centinaia di cani costretti a morire di fame: uomo a processo

Bari, 4 aprile 2017 – Avrebbe causato la morte di centinaia di cani, rinchiudendoli in un recinto senza acqua e cibo per anni, costringendoli a sbranarsi fra loro. Per i reati di maltrattamento e uccisione di animali e invasione di terreno, è cominciato ieri dinanzi al Tribunale monocratico di Bari il processo nei confronti del 57enne di Santeramo in Colle.

Nel procedimento sono costituiti parte civile l’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali Onlus, e l’Anpa, Associazione Nazionale Protezione Animali. I fatti contestati risalgono agli anni 2008-2014. Stando alle indagini del Corpo Forestale dello Stato, coordinate dal pm di Bari Simona Filoni, l’imputato avrebbe occupato abusivamente un terreno e, creando un recinto al suo interno, «per crudeltà e senza necessità», avrebbe rinchiuso centinaia di cani randagi prelevati dalla strada senza poi prendersene cura. Li avrebbe cioè «sottoposti ad atroci sofferenze», «lasciati senza acqua e senza cibo», inducendoli «a scatenare, inevitabilmente, – si legge nell’imputazione – combattimenti fra loro all’unico scopo di accaparrarsi il cibo», e «tenendoli esposti alle intemperie atmosferiche e alle malattie, senza riparo e con le zampe sommerse nel fango». Nel novembre 2014, dopo la denuncia dei proprietari del suolo, la magistratura barese dispose il sequestro del terreno e dei cani. In 44 furono salvati e affidati ad un canile di Corato. Gli accertamenti hanno poi portato all’apertura di un secondo fascicolo, coordinato dal pm Baldo Pisani e tuttora in fase di indagini, sulle eventuali responsabilità degli amministratori del Comune di Santeramo in Colle. 
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