giovedì , giugno 20 2019
Home / Viaggi / Chi è Margaret Fountaine, la viaggiatrice vittoriana che cacciava farfalle
Chi è Margaret Fountaine, la viaggiatrice vittoriana che cacciava farfalle

Chi è Margaret Fountaine, la viaggiatrice vittoriana che cacciava farfalle

Come lepidotterista ha messo insieme una sorprendente collezione di ben 22.000 esemplari ma Margaret Fountaine è stata soprattutto una viaggiatrice instancabile.

Per 50 anni ha percorso 60 paesi in 6 continenti. Lo ha fatto quasi sempre da sola, rifiutando di cedere al richiamo del matrimonio che attendeva ogni ragazza di buona famiglia.

Margaret Elizabeth Fountaine nasce a Norwich il 16 maggio 1862, seconda di 8 fratelli. Il padre è il reverendo John Fountaine della parrocchia di Soucth Acre, un villaggio a una trentina di chilometri da Norwich.

La madre è Mary Isabella Lee, la cui famiglia risale al XVI secolo.

La vita di Margaret trascorre nel benessere tra le campagne inglesi, il trasferimento in città dopo la morte del padre e lunghi soggiorni presso parenti e amici.

Disegna le cattedrali del paese e amoreggia con i giovanotti scrivendo loro lettere avventate e incontrandoli segretamente durante i primi viaggi in Inghilterra e in Irlanda.

L’aspirazione alla libertà è in lei sin da giovanissima, già nel 1833 scrive nel suo diario: “tra un mese avrò raggiunto i ventun anni, e allora sarò libera di scegliere la mia strada nella vita.

La mia passione dominante è l’indipendenza”.

Lady Butterfly.

Diario di una cacciatrice di farfalle

ACQUISTA ORA SU AMAZON

L’amore per le farfalle e i primi viaggi

Finalmente, all’età di 27 anni, grazie all’eredità dello zio si assicura la possibilità di viaggiare. Il primo viaggio fuori dalle Isole Britanniche è in Francia e Svizzera con la sorella Florence.

È allora che scopre l’amore per le farfalle e il desiderio di dedicarsi all’entomologia. “Avevo la vocazione della naturalista, anche se per tutti quegli anni aveva dormito dentro di me, per mancanza di stimoli”.

Tornata in Inghilterra non vede l’ora di ripartire. “Durante il mio soggiorno all’estero avevo imparato a godere la vita in modo nuovo”.

Non passa troppo tempo, a febbraio 1891 riparte per Parigi con la cugina Edith e Louise Curtois e si spinge fino in Italia. Visitano insieme Firenze e Roma, poi le lascia per Napoli, torna a Milano, si innamora dei laghi.

“Che meraviglia, essere libera e poter vagabondare a piacimento”.

Quando torna in Inghilterra si è messa in testa di voler studiare canto a Milano e poco dopo vi si trasferisce.

Prende lezioni tutti i giorni ma non perde occasione di viaggiare ancora. Visita Venezia, tocca la Corsica, torna in Svizzera.

Si domanda se dedicare la vita al canto o alle farfalle ma solo quando è in mezzo alla natura il suo cuore canta davvero.

Interessarsi di storia naturale non era inconsueto per le donne vittoriane, le scienziate amatoriali erano numerose e Margaret seguiva una passione comune.

Ma se ne serviva anche come di un lasciapassare per giustificare i suoi vagabondaggi. Meno consueto era per una donna essere ammessa alle società scientifiche britanniche.

Nel 1910 la Royal Entomological Society ha solo 6 membri donne e Margaret è una di loro e nel 1912 viene invitata a iscriversi anche alla Linnean Society.

Le avventure di una donna vittoriana

I viaggi sono inframezzati da frequenti visite alla madre, che intanto si è trasferita a Bath.

Margaret la detesta e non vede l’ora di rimettersi in cammino. E questa volta lo fa letteralmente: inizia a viaggiare spedendo il bagaglio in diligenza mentre lei si muove a piedi.

“Allora mi sentii davvero una viaggiatrice, specialmente quando arrivavo in qualche osteria lungo la strada e condividevo un pasto semplice ma abbondante, prima di rimettermi in cammino”.

Tocca la Spagna con Evelyn, poi va da sola in Sicilia.

Si gode a Sud la luminosa primavera del 1896 ma in agosto deve lasciare le assolate campagne siciliane per tornare in Inghilterra. A casa impara ad andare in bicicletta e l’anno seguente riparte con la sorella Rachel.

Viaggiano in Germania, Austria e Ungheria sulle scomodissime due ruote vittoriane, impacciate dalle gonne ma niente affatto timorose di affrontare chilometri su chilometri.

In Costa Azzurra ha con sé un’altra novità moderna, una Kodak, con cui inizia a documentare i suoi viaggi.

Da qui partono per l’Italia. Spediscono il bagaglio in treno e, zaino in spalla, attraversano gli Appennini in bicicletta.

Si separano a Venezia. Rachel torna a casa, Margaret non ancora.

Si imbarca su un battello per Trieste e ricomincia a peregrinare da sola.

Da Budapest parte per avventurose escursioni con gli entomologi locali.

È già molto rispettata nell’ambiente. Intanto la salute di Rachel è peggiorata così Margaret la porta a Mentone.

Ma appena un’altra sorella la sostituisce nella cura di Rachel riparte di volata, stavolta per la Grecia.

“Prima di lasciarlo voglio vederne quanto più possibile, di questo mondo; e la vita è penosamente breve”.

Verso Oriente e il grande amore

Dopo le avventure greche si rimette per mare e approda a Beirut. Viaggia verso Damasco solo con un baule “contieni-tutto” e una piccola borsa a mano.

Qui incontra Khalil Neimy. È il suo dragomanno ma presto diventerà l’amore della sua vita.

L’affascinante siriano con tenacia e pazienza conquista il cuore di Margaret, sempre aperta ai corteggiamenti ma restia a legarsi a un uomo.

Con lui percorre il Libano, la Siria, la Palestina.

Viaggia a cavallo, dorme in misere capanne di fango nei villaggi lungo la strada, sopporta ogni disagio, disobbedisce a ogni convenzione. Khalil le regala un anello, lei lo indossa al terzo dito della mano sinistra quando si imbarca per Istanbul e corre a Vienna a bordo dell’Orient-Express.

Si è promessa a lui anche se sa bene che scandalo causerà. Quando riparte per l’Algeria spera che Khalil possa raggiungerla ma viene a sapere che ha una moglie, dei figli.

È delusa, ferita, ma non si arrende, lo rivuole con sé.

La tappa seguente è Creta dove scorrazza per le montagne in cerca di farfalle dormendo in freddi rifugi di pastori su un letto di frasche.

Prosegue verso la Turchia, si ritrova con Khlalil. Dormono nei caravanserragli, catturano farfalle, ammirano i cieli estivi dai tetti dei villaggi in cui si fermano.

In Nordafrica si ammalano di malaria e sono ancora preda delle febbri quando sbarcano a Marsiglia.

Intanto si fa pressante la richiesta di matrimonio di Mr.

Gilbertson. La madre la incoraggia ad accettare, lei stessa tentenna a lungo, ma è più urgente il desiderio di restare libera: “Perché dovrei rinunciare alla mia libertà in cambio di una sistemazione più conveniente agli occhi del mondo? Il mio mondo è nei torridi deserti dove tribù nomadi siedono attorno ai loro fuochi notturni; il mio mondo è nelle foreste e sulle montagne…”.

L’estate del 1905 trascorre cacciando farfalle sui Pirenei. A Gilbertson, che minaccia di farle causa per la rottura della promessa matrimoniale, scrive che “a me l’opinione del mondo è indifferente”.

Fiera, impavida Margaret che antepone ancora una volta la libertà alla reputazione.

Sempre più lontano

Facendo passare Khalil per suo fratello percorre la Jugoslavia.

A Mostar arrivano in bicicletta sotto una pioggia torrenziale e Khalil si ammala gravemente. Per favorirne la guarigione si recano in Sudafrica.

Sbarcano a Mombasa e Margaret resta senza fiato per la meraviglia delle farfalle tropicali. Viaggia fino alle foreste interne, arriva in Rhodesia, si incanta davanti alle cascate Victoria.

Teme i leoni ma nulla può fermarla e procede verso il Mozambico.

La relazione con Khalil è stabile e felice, nel 1908 scrive: “mi sentivo piuttosto brava nel godermi il vantaggio incomparabile di avere il più appassionato degli amanti… senza l’impaccio dei vincoli matrimoniali… non ho paura di fare quanto ritengo giusto; e non temo nemmeno, a volte, di fare quanto la gente può ritenere sbagliato”.

In Africa meridionale restano per due anni, poi tornano a Nord. Dormono fianco a fianco sul ponte della nave, sotto le stelle.

Nel 1910 sono negli Stati Uniti, dove vive il fratello Arthur, poi a Cuba, in Giamaica e Costarica. Due anni dopo sono a Ceylon.

In India visitano Madras, vanno in treno a Calcutta, percorrono il Gange su un battello, raggiungono l’Himalaya nonostante le piogge implacabili. Arriva al confine con il Tibet:

“Quel fugace sguardo sul Tibet e sui tibetani mi diede un’infinita tristezza, e quando mi fermai alle soglie della valle di Chumbi tutta coperta di nebbie e vapori, mentre il vento più tagliente che avessi mai conosciuto andava ammucchiando velocemente nuvole ghiacciate sul paese dei miei sogni, i miei pensieri corsero lontano, alla sala di studio di South Acre: perché quello era uno dei luoghi misteriosi che avevo desiderato infinitamente visitare”.

A ottobre salpano per l’Australia e si fermano a raccogliere farfalle a Kuala Lumpur, Singapore, Nuova Guinea. Viaggiare liberamente però è diventato difficile, il mondo è in guerra.

Si arrendono alla vita sedentaria in una fattoria australiana dove Margaret si guadagna da vivere abbattendo alberi.

Quando si spostano nuovamente gli Stati Uniti Margaret si innamora di Los Angeles, si entusiasma per Hollywood, si converte all’automobile.

A bordo della sua Overland esplora il Sudamerica. Ama anche viaggiare in aereo e rimpiange che non fossero disponibili quando peregrinava per il mondo su ben più scomodi mezzi.

Negli ultimi anni torna in Africa, rivede Beirut, visita l’Indonesia e le isole Fiji, resta vittima di un terremoto a Cuba, si smarrisce nella giungla, sopravvive al deragliamento di un treno, prende (ancora) la malaria. E continua a inseguire farfalle.

Khalil è con lei, ora si fa chiamare Charles.

A 77 anni un monaco la trova morente lungo una strada a Trinidad.

È il 21 aprile 1940. Il cuore ha ceduto.

Lascia la collezione di farfalle al Castle Museum di Norwich insieme a una misteriosa cassetta di lacca nera con il mandato di non aprirla fino al 15 Aprile 1978, 100 anni dopo la data in cui Margaret ha iniziato a scrivere i suoi diari a 16 anni. All’interno 12 grossi volumi rilegati in tessuto e corredati da fotografie, cartoline illustrate e cornici disegnate a mano.

Tra le pagine anche qualche fiore, qualche foglia, conservati per sempre insieme alla storia di una donna libera e intraprendente.

“Al lettore, forse non ancora nato, lascio questa testimonianza della vita selvaggia e spericolata”.

ACQUISTA ORA SU AMAZON

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI DI ELLE.IT

<img style="max-width: 750px" src="http://www.

benessereperme.com/wp-content/plugins/OxaRss/images/0b3797dd42ae147dce4b2fdd8c112947_camicia-moda-2019-1557846507.

jpg” />

LEGGI ORA

<img style="max-width: 750px" src="http://www.benessereperme.

com/wp-content/plugins/OxaRss/images/0b3797dd42ae147dce4b2fdd8c112947_come-avere-successo-sul-lavoro-saper-rallentare-1557919379.jpg” />

LEGGI ORA

#####IMG000000000#####
benessereperme.com/wp-content/plugins/OxaRss/images/0b3797dd42ae147dce4b2fdd8c112947_oroscopo-2019-cancro-1545132028.

png” />

LEGGI ORA

#####IMG000000001#####
com/wp-content/plugins/OxaRss/images/6fcafbea7dfbdbce155801307b1a2717_sorella-diana-hp-1557909555.jpg” />

LEGGI ORA

.

Articolo Scelto per Te

Casa con piscina e viaggi in mete esotiche, ma deve 124.000 euro alla ex moglie per il divorzio

Casa con piscina e viaggi in mete esotiche, ma deve 124.000 euro alla ex moglie per il divorzio

di LUCA GASPERONI URBINO – I due ex coniugi di Pesaro dal 2011, anno del …