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Da immagini choc a caschi, le leggi pro-salute funzionano

Da immagini choc a caschi, le leggi pro-salute funzionano

Hanno fatto discutere e protestare, ma in molti casi sono state efficaci e hanno contribuito a tutelare la salute dei cittadini: sono le leggi emanate dai vari Stati per imporre comportamenti più saluti, come la tassa sulle bibite gasate in Messico, i pacchetti di sigarette senza immagini e con immagini choc in Australia, o il casco della motocicletta obbligatorio in Vietnam. A fare il punto su quando questi provvedimenti funzionano o meno è un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
    Spesso si tratta di leggi che hanno radici antiche, come quella del Regno Unito del 1875, che imponeva ai proprietari delle case di assicurare servizi igienici adeguati, ventilazione e fognature per fermare la diffusione di malattie infettive.
    Oggi il controllo delle malattie infettive è uno degli esempi in cui la legge può fare la differenza, a partire dal vaiolo fino ai casi più recenti delle epidemie di Sars ed Ebola. A volte la sovrapposizione o mancanza di coerenza tra leggi federali e statali può produrre problemi, ad esempio nella gestione dell’inquinamento delle acque, smaltimento delle acque tossiche e portare ad epidemie di colera. Per l’accesso alle cure sanitarie, il rapporto cita il caso del Ghana e della sua assicurazione sanitaria nazionale introdotta nel 2003, che può essere d’esempio a quei paesi dove molte persone che lavorano senza contratto non sono assicurate. Ci sono poi i provvedimenti che ‘entrano’ in modo diretto nella vita di ogni giorno, come quelli per la sicurezza stradale. In Vietnam, l’uso del casco, imposto dalla legge, è aumentato del 99% dal 2007, evitando 1557 morti e 2495 incidenti gravi solo nel primo anno, mentre in Emilia Romagna i ricoveri per traumi cerebrali sono calati del 31% l’anno dopo l’obbligo del casco. Sul fumo invece c’è l’esempio dell’Australia, dove i pacchetti di sigarette anonimi e con immagini choc, hanno visto già dopo 4 settimane dall’entrata in vigore un aumento del 78% delle richieste di aiuto per smettere di fumare. Sul fumo passivo, l’Oms indica come strategia migliore il bando al 100%, accompagnato da multe.
    C’è poi tutto il capitolo delle leggi sul cibo anti-obesità, come quelle sulle tasse su cibi e bevande. Perchè siano efficaci, rileva l’Oms, l’aumento del prezzo deve essere abbastanza alto da cambiare gli stili di consumo, del 20%. Nel 2014 il Messico ha introdotto la tassa di un peso per litro di bevande zuccherate (circa il 10%), e durante quell’anno il consumo è calato del 12% in media, del 17% nelle fasce più povere. In Finlandia, la legge introdotta nel ’93 per limitare il consumo di sale, ha portato alla scomparsa dal mercato di diversi prodotti con quantità di sale oltre i limiti. Ma ci sono anche casi in cui le leggi possono creare problemi, come nelle epidemie pubbliche. Le restrizioni all’autonomia individuale dovrebbero essere l’ultima risorsa. Quelle ai viaggi imposte in Africa occidentale, nell’epidemia di Ebola, hanno impedito ai medici di arrivare nelle aree colpite, prolungando l’epidemia. 
   

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