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Decolla "Indiegeno Fest": piace scoprire itinerari inediti tra cibo ...

Decolla "Indiegeno Fest": piace scoprire itinerari inediti tra cibo …

Cresce e si consolida in Sicilia la nuova frontiera dei festival musicali indipendenti. Eventi che vanno ben oltre la semplice esibizione su un palco ma che ormai si sviluppano in maniera completa, offrendo al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza alla scoperta di territori spesso marginali rispetto dalle consuete rotte turistiche. Itinerari inediti tra cibo, natura, relax e, ovviamente, musica di assoluta qualità.

Se Ypsigrock – il festival indie di Castelbuono che ha appena messo il sigillo all’edizione numero 22 – è ormai una realtà di primissimo piano, apprezzata anche al di fuori dai nostri confini, il suo “fratellino minore”, l’Indiegeno Fest, sta dimostrando di saper camminare sulle proprie gambe e ambire a risultati sempre più importanti. A realizzarlo, in una zona di Sicilia dalle potenzialità ancora inespresse, quella del Golfo di Patti, è Leave Music, un’etichetta discografica romana. Alberto Quartana, messinese trapiantato nella Capitale, ne è il fondatore e l’attuale direttore artistico. A lui si deve la scoperta di uno dei cantautori italiani più amati, quell’Alessandro Mannarino che che con Leave ha pubblicato i suoi primi tre album.

«Ci muoviamo da anni tra produzioni e management artistico – racconta Quartana -. Oltre a Mannarino, abbiamo investito e continuiamo a farlo su altre realtà giovanili. L’idea di Indiegeno è nata proprio da questa filosofia. Dalla volontà di creare un festival che potesse offrire opportunità agli artisti emergenti. Io nasco musicista, mi piace il palco e quindi ho voluto fare questa scommessa. E ho voluto farla in Sicilia, in una provincia, quella di Messina, sicuramente più complicata rispetto a città più grandi come Catania e Palermo. Una difficoltà che, però, ho voluto trasformare in opportunità».

La quinta edizione di Indiegeno, appena conclusa, anche quest’anno si è svolta nella consueta forma itinerante. Rispetto al passato, è saltata all’ultimo momento la tappa di Tindari, a causa di alcune problematiche legate alla capienza del Teatro Greco. Della line up hanno fatto parte Daniele Silvestri – protagonista di un suggestivo “secret show” nella riserva naturale di Marinello – Cosmo, Zen Circus, Joe Victor e Gemitaiz, tutti in date uniche per la Sicilia, e tanti altri artisti tra i più talentuosi della nuova scena italiana.

«Il bilancio – continua Quartana – è assolutamente positivo. Siamo soddisfatti per tante cose. Per l’affluenza del pubblico, che è stata buona, ma anche per la line up eterogenea: abbiamo voluto offrire una fotografia dello stato attuale della musica in Italia, dal rap al pop elettronico, dal cantautorato all’indie rock. Abbiamo notato lo stesso pubblico anche in serate molto diverse e questo significa che c’è grande curiosità. C’è stata la conferma del “secret” che ha avuto un grosso riscontro e ci fa capire che è un format sul quale puntare. In generale, in questi cinque anni abbiamo avuto sempre una crescita e la gente del luogo comincia a sentire questo festival anche come proprio. Abbiamo trovato tanti volontari e tanta voglia di riscatto da parte dei giovani».

Il direttore artistico di Indiegeno Fest rimarca il concetto di fondo che sta alla base del progetto. «I concerti si possono vedere ovunque. Non è quello che fa la differenza. La differenza la fa creare un’esperienza emotiva. Per esempio, l’evento di Marinello inizia al pomeriggio con un’escursione da Tindari, a piedi, con delle guide che ti raccontano il paesaggio, la flora e la fauna del territorio. Poi si arriva in un posto magico, dove poter vivere un concerto in uno stato di grande predisposizione verso la bellezza. Ecco, mostrare il bello di questa parte della Sicilia, spesso nascosto da tante brutture, come le speculazioni fatte sul territorio negli anni, è uno dei nostri obiettivi. Ci sono posti veramente incredibili in questa parte di Sicilia che i siciliani stessi ignorano. Ci sono tante cose che possono essere messe in luce e noi cerchiamo di puntargli addosso un faro attraverso la musica. Con Indiegeno la gente può scoprire nuovi artisti ma anche nuovi territori».

L’unico neo dell’edizione appena andata in archivio è lo spostamento della serata finale dal Teatro Greco di Tindari al palco sulla spiaggia di Patti Marina. «Eh sì – conferma Alberto Quartana – il festival è nato proprio da lì. L’idea principale era quella di valorizzare quel teatro, un posto meraviglioso, con una platea che guarda verso le Isole Eolie. Abbiamo lottato fino alla fine con un problema di agibilità. L’anno prima, l’avevamo ottenuta fino a 1780 posti; quest’anno ci è stato comunicato che era stata ridotta a 300 ma che forse si sarebbe potuto risolvere. Ma non potevamo rischiare. Ad una settimana dall’evento, quindi, abbiamo deciso con dolore di spostarlo in un altro posto. Memori anche del fatto che due anni prima, in una situazione simile, avevamo dovuto bloccare le prevendite, con un danno economico importante, fin quando non si è poi risolto il problema dell’agibilità».

Ma quanto incidono sul territorio, a livello economico, eventi di questo tipo? “Un festival medio-piccolo come il nostro – continua Quartana – ha un budget di circa 200mila euro. Non abbiamo ancora un calcolo preciso sull’indotto, ma secondo me è notevole. Abbiamo creato tanto turismo e ce lo testimoniamo gli albergatori e i ristoratori della zona. Ogni anno, qualche settimana dopo la fine della manifestazione, effettuiamo uno studio di tutti i dati e salta sempre fuori che almeno il 60/70% del pubblico arriva da fuori provincia. C’è sempre più gente che decide di far coincidere le proprie vacanze con la settimana del festival, grazie anche alla continuità che si è creata con il nostro fratello maggiore, Ypsigrock, che si svolge proprio subito dopo Indiegeno. Molta gente viene qui e poi si sposta a Castelbuono. I conti precisi li faremo più avanti ma credo che siano state raggiunte le 15/20 mila presenze, Inoltre, credo che questo sia stato l’anno in cui la comunità ha cominciato a comprendere il valore dell’iniziativa. E quando capiranno fino in fondo che è meglio investire in un progetto piuttosto che su un singolo evento ci sarà una crescita ancora maggiore”. Per il futuro ci sono ancora tante idee nel cassetto. “Ad una in particolare stiamo già lavorando ma preferisco non svelarla – conclude il direttore artistico -, posso annunciare però che a ottobre faremo un evento Indiegeno a Lipari, in collaborazione con una grossa compagnia di navigazione”.

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