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Diamanti, viaggi e tanti soldi: la bella vita di Don Euro

Diamanti, viaggi e tanti soldi: la bella vita di Don Euro

MASSA-CARRARA. Tutta una serie di cifre: si va dai 155mila euro in diamanti ai 300mila euro versati per acquistare una abitazione nel pisano. E decine e decine di prelievi in contanti. C’è questo e molto altro nelle 16 pagine dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare dell’otto marzo prossimo. Compariranno davanti al gup don Luca Morini (il sacerdote originario di Vecchiano difeso dai legali Giovanna Barsotti e Tullio Padovani), il vescovo Giovanni Santucci (assistito dall’avvocato Adriano Martini) e Emiliano Colombi, assistito dai legali Giuseppe Del Papa e Maria Cristina Babboni.

Le accuse a don Luca Morini e le minacce al vescovo. Il parroco 57enne dovrà rispondere dell’accusa di estorsione (art. 629) perché «minacciando il vescovo monsignor Giovanni Santucci di rivelare all’opinione pubblica fatti incresciosi di molti preti diocesani, nonchè di presentare denunce corredate da dossier scottanti raccolti a carico di religiosi locali, così costringendolo inizialmente a promettere e poi a concedere ingiusti profitti». Si tratta di in svariate somme di denaro: dal 14 aprile 2016 al 3 giugno 2016 sono bonifici ordinati dal conto corrente personale del vescovo per complessivi 4mila 500 euro). Ma anche vantaggi personali derivanti dall’usufrutto gratuito di una abitazione acquistata ad hoc dalla Diocesi per un valore di 200mila euro con il pagamento delle utenze della medesima abitazione. E pure il pagamento dello stipendio della governante di don Morini, stabilito in 800 euro mensili.

Con le aggravanti di: «aver commesso i fatti per motivi futili e abbietti, quali utilizzare il denaro per effettuare il pagamento di incontri sessuali con escort gay, soggiorni in hotel e resort, in beauty farm, viaggi in Italia e all’estero». E con un’altra aggravante: quella di aver commesso il fatto «nei confronti di persona ultrasessantacinquenne e pubblico ufficiale (il vescovo)».

I soldi spesi in trattamenti cosmetici: tutte le cifre, pagava il vescovo. La storia è nota. Don Luca Morini nel dicembre di tre anni fs si spacciava come indigente e bisognoso di cure. In realtà effettuava soggiorni nell’hotel extralusso “I Cappuccini”, a Gubbio dove effettuava trattamenti estetici a viso e corpo. Il reato contestato, in questo caso, è quello di truffa e nell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare ci sono tutte le cifre contestate. Tre assegni dal conto personale del vescovo per un totale di 8mila e mille euro (siamo nel dicembre 2012 e ai primi di gennaio del 2013), un assegno dal conto corrente “Pie Fondazioni Legate” di mille euro.
E ancora, due assegni dal conto corrente diocesano per 2mila euro in totale (dal 22 al 31 luglio del 2015), un altro assegno dal conto personale (quello di Santucci) e uno da 900 euro dal suo contro corrente diocesano da cui sono stati ordinati bonifici per 2.100, 2.850 e 1.000 euro (dal settembre del 2015 al novembre del 2016).

I soldi sottratti dal conto corrente della parrocchia di Caniparola. Prelievi in contanti dal conto corrente della Parrocchia di Sant’Antonio da Padova di Caniparola, aperto alla banca Carrige. Per questi episodi Luca Morini è accusato di appropriazione indebita (art. 646): i fatti sono avvenuti dal novembre del 2012 al novembre del 2016. L’allora sacerdote di Caniparola aveva poi negoziato, nel marzo del 2013 un assegno di 500 euro donato da una parrocchiana: don Luca lo aveva cambiato e si era tenuto la somma in contante.

Alle coop dei cavatori chiese 23mila euro per i poveri: li spese in beauty farm. Grosse cifre. Tante richieste di denaro fatte passare come contributo per la sua salute, nel caso del vescovo, o come

aiuto ai poveri delle parrocchie in cui era sacerdote. È successo così con le cooperative dei cavatori carraresi: a quella di Gioia don Morini chiese, fra il 2005 e il 2014, 7.450 euro; nello stesso periodo altri 8.750 arrivarono dalla coop Canalgrande e 6.900 euro dalla Sam.
 

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