domenica , luglio 22 2018
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Eliminare l'emicrania con il massaggio shiatsu

Eliminare l’emicrania con il massaggio shiatsu

La caratteristica principale dello shiatsu è sicuramente la pressione, cosa che lo contraddistingue nettamente dalle altre discipline che usano tecniche di manipolazione. Infatti shiatsu, tradotto dal giapponese, significa “pressione esercitata coldito”Questa pressione viene esercitata lungo una serie di canali (detti meridiani) entro cui scorre quella che è la nostra energia vitale ( detta QI o KI), oppure in punti e zone particolari. Un flusso energetico che, in condizioni normali, dovrebbe scorrere liberamente per raggiungere ogni parte del nostro organismo nutrendolo e sostenendolo, alimentando tessuti, organi,apparati, per far si che tutto funzioni alla perfezione, proteggendolo inoltre dagli attacchi di fattori esterni.

Quindi lo shiatsu non può essere considerata una “medicina”,in quanto non esistono strumenti scientifici che possano provare la sua efficacia. Anzi, lo shiatsu si distacca alquanto dai principi che vengono insegnati nelle università di medicina occidentale.

Inoltre, la medicina occidentale si avvale di tecniche strumentali molto sofisticate e di farmaci,ma solo dopo che il disagio e la malattia sono già in fase avanzata, mentre con lo shiatsu si opera prevenendo l’insorgere della malattia o del problema fisico cercando di “liberare” e fare circolare il flusso “energetico” della persona per evitare “blocchi” che causerebbero disagi. L’esempio che a me piace sempre fare, è quello che paragona i meridiani energetici ai fiumi: nei meridiani dovrebbe scorrere liberamente l’energia (o Qi) come nei fiumi scorre l’acqua. Ma, a volte, nei fiumi, si possono creare i cosiddetti “mulinelli”, tratti in cui l’acqua non scorre bene e crea una sorta di ostacolo al normale flusso.

Nei meridiani può accadere una cosa simile: a causa di un alterato stimolo emozionale, nel canale energetico si può verificare un “blocco” al regolare fluire del Qi, per cui in quel tratto l’energia della persona non scorre come dovrebbe e quindi si potrebbero avere sensazioni dolorose o di altro tipo fino ad arrivare all’incapacità funzionale ad esempio di un arto o di un muscolo. Con la pressione dello shiatsu sui punti o i tratti dei meridiani interessati da questi blocchi, si cerca di ripristinare il regolare scorrere dell’energia vitale dando all’organismo lo spunto per l’autoguarigione.

Un’altra grossa differenza tra la medicina occidentale e la visione orientale, è rappresentata dal rapporto che si instaura tra il medico e il paziente (in occidente) e tra il “ricevente” e “l’operatore” shiatsu. Nel rapporto medicopaziente, spesso quest’ultimo assume il ruolo passivo di colui che deve sottostare ai voleri del “dottore” ed eseguire tutto ciò che costui prescrive mettendo in atto una relazione unidirezionale (“io dicoquindi tu fai). Il rapporto operatore-ricevente è del tipo cosiddetto “circolare”, in quanto chi opera lavora assieme a chi riceve in un ambito di continuo scambio di sensazioni ed emozioni usando come unico sistema di comunicazione quello corporale, molte volte più esplicito di quello basato sulle parole.

In questo caso le due figure rimangono sempre sullo stesso livello e nessuna delle due si sentirà dipendente o superiore all’altra. Questo concetto della “circolarità” si ritrova in molti esempi del pensiero orientale e soprattutto taoista. Tutto è regolato da un ciclo in continua evoluzione e trasformazione e ogni ciclo regola la vita di tutti i giorni, e ogni cosa ha un ciclo che ne regola aspetti e funzioni, in un equilibrio perfetto.

Un altro aspetto che caratterizza la medicina occidentale è quello della cura del sintomo: il sintomo è sempre un segnale che il corpo cerca di trasmetterci per comunicarci che da qualche parte qualcosa non funziona più come dovrebbe. Se noi curiamo esclusivamente questo “segnale”,non facciamo altro che sbattere il telefono in faccia al nostro corpo mentre tenta di parlarci.
I sintomi sono segnali che andrebbero ascoltati e interpretati cercando di capire qual è la causa che ha generato quel disturbo.

Ma per fare questo dovremmo riappropriarci della cultura del tatto, del contatto fisico, un istinto che l’uomo ha ben radicato nella sua storia ancestrale, ma che col tempo è andato perso. Oggi il contatto, spesso, è valutato come una cosa “sporca”, una cosa da evitare il più possibile, anche se il beneficio del contatto sulla pelle è universalmente riconosciuto.
Quando abbiamo un dolore da qualche parte, istintivamente,la prima cosa che facciamo, è quella di poggiarvi una mano sopra e premere. Il bambino appena nato,istintivamente cerca la madre a cui aggrapparsi e dare vita a quell’imprinting che li renderanno riconoscibili per tutta la vita.
Nello shiatsu il contatto è la base di tutto. Magari all’inizio chi riceve il trattamento può manifestare qualche “rigidità” o resistenza nel farsi toccare da chi opera, ma col trascorrere dei minuti questo si trasforma in piacere: la persona si rilassa, si lascia andare e comincia a liberare le proprie emozioni.
II corpo del ricevente inizia a “parlare” e a manifestare i propri blocchi e le proprie tensioni, “accogliendo” l’operatore e dandogli la possibilità di scioglierle.

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