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Ibernazione: 50 anni fa il primo uomo crioconservato

Ibernazione: 50 anni fa il primo uomo crioconservato

Compiono 50 anni i centri nati per assicurare l’ibernazione dei corpi umani, che regalano la promessa, non ancora attuabile a livello scientifico, di risvegliarsi qualora venga trovata in futuro una terapia per la propria malattia attualmente incurabile.

Il primo a farsi ibernare è stato James Bedford il 12 gennaio del 1967. Il professore di psicologia dell’Università della California aveva 73 anni ed era ammalato di tumore. Il suo corpo non si trova più nel contenitore originale: nel 1991 è stato spostato in uno tecnologicamente più avanzato. Prima di sigillarlo di nuovo, il suo corpo è stato esaminato, ovviamente solo all’esterno.

In realtà, la Alcor Life Extension Foundation, dove il corpo di Bedford è ancora conservato, era pronta già due anni prima. I primi volontari però morirono improvvisamente e non fu possibile procedere all’ibernazione. Sono tre le compagnie che oggi forniscono questo servizio.

Dopo di lui altre 337 persone si sono sottoposte a questo “trattamento”, mentre migliaia sono ancora in attesa.

Come funziona l’ibernazione

L’ibernazione o meglio la crionica, ovvero la preservazione a basse temperature (criopreservazione) di uomini e animali che la medicina odierna non è in grado di tenere in vita, con la speranza che in futuro sia possibile ripristinare le loro funzioni vitali e curarli?

– Innanzitutto il processo ha bisogno di essere iniziato il prima possibile, subito dopo la morte del paziente per fermare la morte delle cellule del cervello e dei nervi a causa dell’assenza dell’ossigeno.

– Il corpo prima è raffreddato in un bagno di ghiaccio per ridurre lentamente la temperatura corporea, per poi essere congelato.

– Il sangue è rimosso dal corpo e sostituito da un fluido criogeno, che impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno del corpo, che danneggerebbero le cellule.

– I corpi sono poi trasferiti nelle società di stoccaggio, che esistono solo negli Stati Uniti e in Russia.

– Queste società mettono le persone all’interno di una borsa speciale chiamata arctic sleeping bag e poi vengono inseriti in grandi contenitori, dove la temperatura continua ad abbassarsi.

– Non c’è mai stata alcuna prova scientifica che provi che gli scienziati che si occupano di crionica siano in grado di riportare in vita un corpo.

Anche qualche nostro connazionale ha scelto di essere ibernato. Tra loro il pioniere è stato Aldo Fusciardi, morto nel 2012, mentre l’ultima in ordine di tempo, ora crioconservata in Russia, è Cecilia Iubei, una donna di Viterbo morta ai primi di febbraio del 2016.

La persona più giovane che ha avuto accesso alla tecnica è invece Matheryn Naovaratpong, malata di tumore al cervello, che i genitori hanno fatto ibernare a due anni.

Quanto costa farsi ibernare

Il prezzo varia dai 18.000 dollari dei russi di KrioRus ai 200.000 richiesti da Alcor.

 

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