domenica , dicembre 16 2018
Home / Massaggi / [Il retroscena] Giù l’iva sui massaggi negli hotel, non quella sui …
[Il retroscena] Giù l'iva sui massaggi negli hotel, non quella sui ...

[Il retroscena] Giù l’iva sui massaggi negli hotel, non quella sui …

 

L’iva sui pannolini non scende, quella sui massaggi e sui trattamenti di bellezza in hotel sì. Il cammino della legge di Bilancio procede a rilento, costringendo i deputati a discutere e a votare una per una tutte le proposte, in un vero tour de force tra voti in notturna e maratone di interventi.

Se le opposizioni hanno bloccato i lavori e costretto il riluttante ministro dell’Economia Giovanni Tria a presentarsi in audizione per riferire di quota 100 e reddito di cittadinanza, intanto M5s e Lega attraverso il lavoro dei due relatori Rafael Raduzzi e Andreina Comaroli hanno costruito tassello per tassello tutto il resto dell’impianto. “In questi mesi di accese discussioni sulla manovra non lo si ricorda mai, ma noi abbiamo speso 12,4 miliardi, lo 0,7 per cento del Pil, per evitare l’aumento dell’iva che altrimenti avrebbe depresso la domanda interna”, rivendica intanto  Giuseppe Conte, che, però, sulla trattativa in corso con Bruxelles non si sbottona: “Sui saldi non vi anticipo nulla.

Il silenzio è d’oro in una trattativa”.

Nonostante le difficoltà a far quadrare i conti, però, la Manovra contiene alcune misure di spesa non proprio urgentissime.

Ieri mattina, per esempio, la maggioranza ha dato il via libera ad un emendamento presentato dal deputato della Svp Manfred Schullian, da Renate Gebhard, Albrecht Plangger e dagli ex grillini Salvatore Caiata e Enza Bruno Bossio, che ha spiazzato non poco i commissari di M5s e Lega che si sono poi sentiti in dovere di votare a favore. L’emendamento prevede una riduzione dell’aliquota iva non proprio su un bene di prima necessità, bensì sulle  “prestazioni di benessere del corpo e cura della persone”.

I massaggi e i trattamenti di bellezza praticati “dentro una struttura alberghiera”,  dal 1 gennaio 2019, saranno così favoriti  da un’aliquota dell’iva agevolata, passando dall’attuale 22% al 10%.

Lo sgravio fiscale  a favore di massaggiatori e albergatori  al contribuente italiano costerà 1 milione di euro sotto forma di minori entrate.

E’ stato presentato come uno strumento di supporto al turismo anche un altro emendamento approvato dalla commissione presieduta dal leghista Claudio Borghi Aquilini, che dovrebbe concludere il suo lavoro entro questa sera alle 20. Grazie al voto della maggioranza gialloverde, i  turisti ora potranno spendere fino 15.

000 euro in contanti per lo shopping e per pagare gli alberghi.  Il tetto per i pagamenti in denaro liquido finora era fissato a 10.

000 euro. Una proposta simile per tutti gli italiani era già stata avanzata ma era stata stoppata sin dall’inizio dai Cinquestelle, che considerano l’innalzamento della soglia per l’uso di contante come una misura che favorisce l’elusione fiscale.

E’ stato proprio il governo, nella persona della sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, a dare invece parere negativo, provocando la successiva bocciatura, ad una proposta presentata al Pd che prevedeva  una riduzione dell’iva al 5% per i pannolini, per il latte in polvere e per gli altri prodotti destinati ai neonati. Si trattava di sgravi a favore delle famiglie.

A onor del vero l’impatto sulle finanze pubbliche sarebbe stato piuttosto impegnativo: 50 milioni di minori introiti fiscali. Un’iniziativa simile  era stata depositata anche da Fratelli d’Italia ma senza successo.

L’esponente del governo ha motivato il no all’emendamento 12.08 con il “rischio” che “una riduzione dell’iva su tali generi di consumo senza un previo accordo con l’Unione europea”  potesse comportare una procedura di infrazione da parte delle autorità di Bruxelles.

E’ stato accolto invece un emendamento proposto dai pentastellati che introduce una riduzione delle accise del 40% per i “micro birrifici”, quelli, cioè, che  producono fino a 10.000 hl/anno.

“Stiamo parlando della stragrande maggioranza degli operatori che possono definire la propria birra artigianale”, rivendica la deputata Chiara Gagnarli. La legge di Bilancio del 2017 portava l’accisa a 3 euro per ettolitro dai precedenti 3,02: i gialloverdi la riducono ulteriormente a 2,99 euro.

Dieci milioni di euro in più per il solo 2019 sono stati destinati per le borse di studio nelle università.

Con la legge di Bilancio che sarà – forse – licenziata in giornata, il Movimento 5 stelle si vede stoppata dalla Lega un’altra iniziativa legislativa che pure era stata annunciata direttamente dal Blog delle Stelle, “voce” ufficiale del partito di Beppe Grillo, la cosiddetta “sugar tax”.

 “Lo sapete che in Italia il 42% dei bambini e il 38% delle bambine sono obesi o in sovrappeso? … Con la sugar tax arginiamo questo fenomeno pericoloso per la salute dei nostri figli..

.”, si può leggere in un post datato 17 novembre e intitolato “w la sugar tax”.

  Per introdurre una  “nuova imposta sulle bevande” si era mossa la presidente della commissione Finanze della Camera, Carla Ruocco.

Lei stessa aveva depositato due diversi  emendamenti alla legge di Bilancio: il n.

6.09 proponeva una riduzione dell’Irap per i lavoratori autonomi coprendone l’onere con l’introduzione, in via sperimentale per il triennio 2018-2021, di una “sugar tax”; il n.

4.012 disponeva l’abrogazione degli “indici sintetici di affidabilità fiscale” e degli “studi di settore”  coprendo  finanziariamente l’intervento attraverso l’introduzione di “un’imposta di consumo sulle bevande ad alto contenuto di zuccheri aggiunti”.

Non sono bastati però nè la spinta del Blog nè l’impegno personale di una big pentastellata: governo e Lega hanno infatti salvato gli appassionati di Coca- Cola, Sprite, Chinotto e delle altre bevande gassate. Nonché, ovviamente, i produttori.

I relatori hanno infatti deciso infatti di accantonare entrambi gli emendamenti. A spiegare la frenata sempre la Castelli:  “Il governo non intende introdurre la sugar tax prima di avere incontrato i produttori di bevande”.

Questi i “dettagli”. Per il grosso della manovra, invece, ci sarà ancora da aspettare qualche settimana.

M5s e Lega hanno deciso di procedere con un maxi emendamento alla Manovra ancora da concordare.  “Stiamo studiando paletti e controlli per limitare al massimo l’incombere dei furbetti”, ha garantito Matteo Salvini, pensando probabilmente al reddito di cittadinanza e ai possibili abusi.

Sulla riforma della legge Fornero, invece, la Lega tiene botta. “Rinviare quota 100, cioè 38 anni di contributi e 62 anni di età a giugno? Neanche per idea.

Ma nessuno va a letto con un decimale inciso sul muro di fianco all’immagine di padre Pio. Non mi attacco al 2,3, al 2,4, al 2,6.

L’importante è che non vengano meno gli impegni presi”. 

.

Articolo Scelto per Te

I sali da bagno che assorbono la cellulite e snelliscono il girovita

I sali da bagno che assorbono la cellulite e snelliscono il girovita

Prendono il nome da una sorgente di magneisio solfato situata a Epsorn, nel Surrey, in …