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In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"

In vendita casa Bossi, villa simbolo della "Lega di una volta"

Negli anni scorsi casa Bossi era uno dei luoghi “politici” più famosi d’Italia al di fuori dei Palazzi di Roma, sede di riunioni improvvise, di incontri infiniti, di brevi saluti, tutti sotto i riflettori e i flash dei fotografi, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il padrone di casa, del resto, dopo aver accusato un grave problema di salute che lo costringeva a ridurre i viaggi nella Capitale, era tornato in sella e – anche – da lui passavano molte delle decisioni prese dal Governo.

Oggi quella villa, molto bella ma non certo principesca e relativamente periferica – è messa in vendita sul sito di una immobiliare, a un prezzo tutto sommato accettabile (430mila euro) per uno spazio di 400 metri quadrati con nove locali, quattro bagni, un giardino che degrada verso i piedi della collina, una piscina, un playground per la pallacanestro e tanti altri piccoli particolari che ne accrescono il valore. Senza parlare dell’attuale proprietario, visto che stiamo parlando di Umberto Bossi.

Proprio così: la celebre villa di Gemonio, che il fondatore della Lega acquistò sul finire degli anni Ottanta e che allora venne ben ristrutturata grazie all’intervento dell’architetto Giuseppe Leoni – altro personaggio simbolo del Carroccio delle origini – è oggi in vendita su un noto portale immobiliare con l’intermediazione dell’agenzia Sognocasa di Caronno Pertusella, che a VareseNews conferma la notizia. «Uno dei figli di Umberto Bossi è entrato in contatto con noi per un’altra operazione immobiliare e così, dopo qualche tempo, ci ha chiesto anche di occuparci della casa di Gemonio» spiegano dall’agenzia di proprietà di Gregorio Miriello. La villa è in vendita da cinque mesi ma per il momento non ci sono trattative per un nuovo compratore, forse anche perché oltre al denaro necessario per l’acquisto bisogna mettere in conto quello per alcuni interventi interni. 

Cartolina dal Carroccio, Gemonio 2011: da sinistra Roberto Calderoli, Renzo Bossi, Umberto Bossi, Fabio Rizzi, Giulio Tremonti (trait d’union con Forza Italia) e Rosi Mauro

Sulla recinzione della proprietà, per la verità, non appaiono cartelli: si scorgono piuttosto alcuni “residuati” della Lega che fu (un adesivo dei “Ciclisti Padani” appicciato su un contatore, la scritta semicancellata “Via da Roma” su un muro poco distante…) ma per adesso nulla che lasci pensare a una futura cessione.

La dimora, il cui ingresso principale è posto su una strada stretta e ripida, nota come la Conficiùra, è stata anche al centro delle indagini che hanno portato alla parabola discendente del Senatùr, accusato di aver utilizzato fondi pubblici per alcuni lavori di ristrutturazione della propria dimora. Che, intanto, soprattutto sul finire del primo decennio di questo secolo, ha accolto a più riprese personaggi del calibro di Berlusconi, Sgarbi, Tremonti, Calderoli e tanti altri ancora, accompagnati dal consueto stuolo di giornalisti e curiosi alla ricerca di scoop, notizie o semplici decisioni prese all’interno delle mura della villa. Ora non resta che un’ultima curiosità: chi “succederà” alla famiglia Bossi diventando così “padrone in casa sua”, per citare uno degli slogan più ficcanti coniati dal fondatore della Lega?

Quando la casa di Bossi era un “covo” della Prima Repubblica

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