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Lucia, la grafica con la passione per lo shiatsu che vive in Svizzera

Lucia, la grafica con la passione per lo shiatsu che vive in Svizzera
Lucia

“Ho sempre avuto due passioni: la grafica e la naturopatia. Dopo il liceo classico che ho frequentato a Verbania sul Lago Maggiore dove sono nata, ho studiato grafica pubblicitaria per tre anni a Milano. Poi ho lavorato per cinque anni come grafico freelance a Verbania, mi sono trasferita sul Lago di Garda e lì ho frequentato un corso annuale e intensivo (finanziato dalla Comunità europea) in medicina cinese e shiatsu. Ho scelto poi di intraprendere lo stage nuovamente a Milano: prima in una palestra, poi in un’erboristeria, dove ho lavorato per tre anni, continuando a studiare nei weekend”. Lucia ha una voce calma e profonda. Mi chiama dalla cittadina bilingue francotedesca di Bienne nel Canton Berna, in Svizzera, in una mattinata libera da appuntamenti: ha aperto uno studio di massaggi e trattamenti shiatsu proprio qui, che si chiama, giocando con il nome della città, Biennetre. Ma prima di arrivare qui altre cose le sono successe quando viveva a Milano. “Ho conosciuto il padre di mia figlia, abbiamo deciso di tornare sul lago Maggiore, dove ho ricominciato a lavorare come grafica, da casa, finché mia figlia era piccola. Poi sono tornata a lavorare in un’erboristeria sul Lago Maggiore, che però ha chiuso licenziando tutti, e di nuovo ho ricominciato a lavorare come grafica. Nel frattempo, però, mi sono separata dal papà di Sofia, ho trovato lavoro come progettista di interni per bar, ma anche lì dopo un po’ hanno eliminato il settore della comunicazione”.

Nel paese dove la medicina alternativa è riconosciuta
A questo punto Lucia si ritrova una mamma disoccupata, senza aiuti. In Italia. Comincia a lavorare a casa, “i massaggi li facevo pagare veramente poco perché pochi se li potevano permettere”, oppure nelle Spa, “spesso in nero, prendendo cento euro per otto ore e dovendo sistemare anche le cabine”. “Così ho cominciato a cercare un lavoro nella Svizzera italiana, mandando un po’ di curriculum: ho trovato un centro dove avevano bisogno di una persona che facesse corsi di Cristalloterapia e meditazione, discipline che io avevo nel curriculum, così ho accettato e ho incominciato a collaborare con il Centro Olistico Crisalide a Lamone, dove ero libera di organizzare le sedute e i seminari, abitando sempre in Italia. In seguito caso vuole che proprio in Italia, nel ristorante di un’amica, abbia conosciuto il mio attuale compagno svizzero. Grazie a lui ho imparato il francese. Poiché lavorava nel Canton Berna come project manager di un’azienda ho deciso di spostarmi anche io”. Ed eccola arrivare a Bienne, dove Lucia decide di aprire uno studio di massaggi shiatsu tutto suo. “Ci siamo spostati da Berna a Bienne per la lingua. Per me era impensabile incominciare a studiare tedesco. Bienne offriva una soluzione più semplice per noi. Non è stato facile, all’inizio nessuno mi spiegava come muovermi e cosa fare. Le assicurazioni mediche in Svizzera sono obbligatorie e quelle complementari seppure facoltative, includono i massaggi, la riflessologia plantare, l’arte terapia, lo shiatsu e molte altre discipline. Per aprire uno studio devi dimostrare di aver fatto un tot di ore diverse per ogni disciplina che vuoi praticare e minimo 150 ore di medicina accademica. Per fortuna io avevo il diploma che mi hanno riconosciuto dopo mesi di lavoro e pratiche, così ho iniziato affittando uno studio. Ho poi messo a frutto le mie conoscenze in ambito della comunicazione ideando un sito funzionale, la pagina Facebook e da subito ho avuto un buon risultato: lavoro molto con gli italiani e i francesi (lingua che continuo a studiare) e ho un giro di clienti stabile, anche se bisogna sempre proporre prodotti nuovi e stare molto attivi con la comunicazione e con la pubblicità: avendo, ripeto, lavorato in tutti i settori posso fare entrambe le cose. Mi piacerebbe come progetto futuro aprire un centro più grande con una parte di prodotti curativi e di benessere italiani. E magari cominciare a collaborare con qualche rivista o sito che tratti questi argomenti”. Finora Lucia ha scritto due libri, Passaggi di sapore. Ricette dal VCO e Arte in movimento. Il Lago Maggiore e l’arte contemporanea.

Bienne, la città multietnica svizzera
Ma come si vive a Bienne? “Il canton Berna, dove è sita Bienne, è tra i cantoni più tranquilli d’Europa, tutti sono molto rilassati. Ma soprattutto Bienne, o Biel in tedesco, è una città multietnica, si parlano 113 lingue circa e ci vivono tantissimi africani, eritrei, russi, turchi, greci, thailandesi. Mia figlia mi ha raggiunto dopo un anno, è stato doloroso per lei lasciare i parenti, la famiglia, ora va molto meglio, sa già scrivere in francese, qui sono molto bravi a fare l’inserimento dei bimbi stranieri: i bambini che non sanno parlare né francese né tedesco sono accolti in una scuola di integrazione e in seguito, quando sono pronti, vengono inseriti nella classe più idonea alla loro capacità e all’età”. Il comune aiuta anche gli adulti ad inserirsi con corsi per immigrati a cui insegnano la lingua, pagati in parte dal comune di Bienne.

I servizi gratuiti o quasi
I servizi scolastici svizzeri sono differenti da quelli italiani; ad esempio per la scuola non si paga nulla, neanche i materiali, inoltre ci sono strutture che tengono i bambini nel pomeriggio e che hanno un costo in base al reddito del genitore. Il comune offre ai bambini la possibilità di fare corsi di sport coprendo buona parte della quota: dalla capoeira, al pattinaggio su ghiaccio alla danza, e durante le vacanze si organizzano dei corsi per bambini, pagati sempre dal comune. Io proporrò un corso particolare che aiuta i bimbi nella concentrazione e nell’autocura; tutto, sotto forma di gioco. Come imprenditrice sono felice di stare qui perché l’Iva al trenta per cento non esiste, si pagano le tasse in base a quello che guadagni: io ho diritto anche a un reddito comunale, un assegno per mia figlia di 230 franchi al mese”.

La svolta a 40 anni
Insomma un piccolo paradiso? “Diverso sicuramente, ma accedere non è facile, in genere richiedono la lingua oppure una competenza specifica (ad esempio una mia amica, gemmologa con padronanza dell’inglese, ha trovato subito lavoro), però sono ostacoli che si possono superare se si ha voglia di trasformare la propria vita. Sicuramente ho rinunciato a vedere la famiglia spesso e gli amici. L’Italia inoltre ha più calore e il Lago maggiore certo mi manca. Ma mi sto ambientando e credo che con la volontà si possa davvero dare una svolta alla propria vita anche quasi a 40 anni come me. Sicuramente il mio compagno mi ha dato un grande aiuto per inserirmi e in questo sono stata fortunata”.


 

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