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Martinelli: “Libertà di scelta sull'educazione sessuale nelle scuole”

Martinelli: “Libertà di scelta sull’educazione sessuale nelle scuole”

LUCCA – Un sistema educativo armonico, che metta al centro il benessere del minore nel contesto di una proficua alleanza tra l’istituzione scolastica e la famiglia. Marco Martinelli, presidente del gruppo di Forza Italia, dopo essersi confrontato con associazioni genitoriali e molte famiglie annuncia di aver presentato una mozione che sarà discussa domani 17 novembre in Consiglio Comunale, che impegna il sindaco e la giunta “ad adoperarsi presso le sedi competenti affinché sia accordato alle famiglie il diritto di esprimere il proprio consenso informato preventivo in ordine a corsi e attività scolastiche che riguardino le tematiche relative all’educazione sentimentale nelle scuole e il diritto di poter esonerare i propri figli da progetti didattici e percorsi educativi non condivisi, con la contestuale garanzia di attività alternative, onde evitare assenze ingiustificate che contrasterebbero con il diritto allo studio”.

 

“Il testo della mozione tiene conto – prosegue Martinelli – del fatto che il sesso e la sessualità costituiscono indubbiamente una dimensione della persona umana molto profonda e delicata – ancor più se i soggetti coinvolti sono minori – e considerato il diritto di priorità nelle scelte riguardanti l’istruzione dei figli che il diritto internazionale e nazionale accorda ai genitori”. Secondo l’esponente azzurro, è di fondamentale importanza “che le associazioni familiari, senza discriminazioni di sorta, vengano coinvolte dall’amministrazione scolastica nei progetti relativi alle tematiche involgenti la sfera della sessualità, e comunque l’ambito di applicazione del comma 16 della legge 107/2015. Auspichiamo – conclude Martinelli – che su un tema così importante siano abbattuti gli steccati ideologici e si trovi una condivisione piena del Consiglio comunale visto che la vicenda tiene fortemente in apprensione una moltitudine di famiglie e associazioni, espressioni della società civile e del sentire comune, le quali, si oppongono con fermezza ad ogni frustrazione del primato familiare in ambito educativo ed alla veicolazione dell’ideologia gender, rese possibili dal linguaggio ambiguo e perciò strumentalizzabile caratterizzante molti testi normativi e progetti didattici”.

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