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Meningite, è psicosi ma il ministero della Salute assicura: nessuna emergenza, i vaccini ci sono

Meningite, è psicosi ma il ministero della Salute assicura: nessuna emergenza, i vaccini ci sono

Si diffonde la psicosi meningite, anche se le autorità sanitarie non rilevano un aumento dei casi rispetto all’anno scorso. Intanto il ministero della Salute assicura: nessun problema per trovare i vaccini.

«Non esiste alcuna evidenza di emergenza di sanità pubblica relativa alla meningite né alcuna difficoltà di reperimento dei vaccini nel Paese o interruzione nell’approvvigionamento degli stock», afferma il ministero della Salute, dove questa mattina si è svolta una riunione tecnica, convocata dal direttore generale della Prevenzione sanitaria, sul monitoraggio attuato dal ministero sulla situazione meningite in Italia. All’incontro hanno partecipato referenti del ministero, dell’Istituto superiore di sanità, dell’Aifa, del Comando dei Nas, di Farmindustria e della Regione Toscana, con cui il ministero ha avviato da tempo un tavolo per il monitoraggio della situazione epidemiologica.

«Con riferimento alla Regione Toscana, dove da alcuni anni esiste un numero più elevato di episodi di meningococco C rispetto alle attese – aggiunge la nota – si è valutato l’andamento della casistica e concordato di proseguire con la collaborazione in atto. È stata, infine, rammentata l’importanza di seguire il calendario vaccinale e di consultarsi con il proprio medico in merito all’opportunità e alle tempistiche delle vaccinazioni».

«Nel Lazio, come già confermato dalle associazioni dei Medici, non esiste alcun allarme, infatti nel 2016 non sussistono incrementi di casi di meningite rispetto al periodo precedente (2001-2015), ma anzi rispetto al 2015 sono diminuiti passando dai 25 casi del 2015 ai 19 casi di meningite meningococcica del 2016 segnalati in tutta la regione (pari a 3,2 casi per milione di abitanti). L’incidenza di questo tipo di meningite è sostanzialmente sovrapponibile a quello dell’intero Paese (dati Istituto Superiore di Sanità)», sottolinea in una nota la regione Lazio. «La Rete sanitaria regionale, anche a fronte dell’incremento esponenziale delle richieste che risultano quintuplicate negli ultimi giorni – aggiunge la nota – è pienamente operativa e sta rispondendo al meglio alle esigenze dei cittadini che chiedono di essere vaccinati. Al momento nelle Asl della Regione Lazio vi sono oltre 15 mila dosi di vaccini disponibili a cui si aggiungeranno entro martedì ulteriori 8 mila dosi».

«Allo stato attuale secondo i rilevamenti dell’Istituto Superiore di Sanità non vi è alcun aumento di casi di meningite in Abruzzo. Appena 4 nel 2015 e 3 i casi rilevati nel 2016. Tuttavia, per dare risposte ai cittadini, in un momento tra l’altro in cui si è fatta largo una preoccupazione sociale, la Regione sta valutando l’ipotesi di anticipare gli effetti del nuovo piano nazionale di vaccinazione», afferma l’assessore alla sanità dell’Abruzzo Silvio Paolucci, dopo gli ultimi casi di meningite, non contagiosa, in regione (un anziano ricoverato a Sulmona il 28 dicembre scorso; una donna ieri nell’ospedale di Avezzano). Paolucci lancia messaggi tesi ad attenuare «la psicosi sociale. I casi – dice – sono stati totalmente ignorati dai media negli ultimi due anni. Resta fermo l’invito alla vaccinazione, dopo aver consultato il medico e i centri di vaccinazione».

«Riceviamo centinaia di chiamate al giorno da persone che chiedono il vaccino anti meningococco. È aumentata soprattutto la domanda per gli adolescenti e per i bambini più grandi, sui 9-10 anni». Anche a Milano, che lo scorso anno ha vissuto momenti di apprensione per le due studentesse dell’università Statale morte di meningite a 24 anni, è boom di richieste per la vaccinazione anti-meningococcica. A spiegarlo all’AdnKronos Salute è Marino Faccini, responsabile della Profilassi malattie infettive e vaccinazioni dell’Ats della Città metropolitana.

I telefoni dell’Agenzia di tutela della salute squillano da tempo e, anche sulla scia dell’attenzione mediatica che stanno avendo gli ultimi casi registrati in Italia, continuano a squillare. «Tanti i genitori che chiedono di poter vaccinare i loro figli ma anche se stessi – dice Faccini – Per gli adolescenti la richiesta è molto forte. Nella fascia dai 18 ai 24 anni prima la domanda era vicina allo zero, ora è salita del 100% si può dire. Ed è aumentata un po’ anche la richiesta di persone che devono affrontare viaggi, anche se in aree non proprio a rischio».

 

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