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Nel sesso non ci sono regole, argomenti soliti o insoliti. Permettersi ...

Nel sesso non ci sono regole, argomenti soliti o insoliti. Permettersi …

08.11.2018 – 18.22 – Proseguiamo il viaggio nella sessualità con alcune riflessioni sulle preclusioni, sulle limitazioni o sulle regole implicite o esplicite che possono venire poste a riguardo. Mi spiego meglio chiarendo il significato dei termini utilizzati. Per ‘preclusioni’ intendo “un chiudere in modo definitivo alcuni argomenti”, quindi l’impedimento di una certa cosa perché si è tolta già di base ogni possibilità. Con ‘limitazione’ intendo, invece, che non elimino la possibilità, ma semplicemente la restringo fissando un limite. Con la parola ‘regole’ mi riferisco invece ad una “formula che indica e prescrive ciò che deve farsi in determinati casi”.

Come vi ho raccontato negli articoli precedenti, mi occupo di benessere sessuale; raccolgo quindi molte preziose informazioni dalle persone con cui entro in contatto e anche dalle interviste fatte per questa rubrica. La mia riflessione vuole quindi essere una piccola pausa, una sospensione come per un tè amichevole in compagnia ed alcune chiacchiere da condividere con voi.

In questo intermezzo riprendo ad alcune frasi che sento abbastanza frequentemente e che ritengo quindi possano essere di interesse comune. Riporto un paio di quesiti o considerazioni che mi sono stati rivolte più volte, come ad esempio: “Il punto G esiste?” o ” Ma come si fa a squirtare?” “Desidero praticare il sesso anale ma non a tutte le donne fa piacere, mia moglie non ne ha mai voluto sapere.” “Avrei sempre desiderato che la mia compagna assaporasse il frutto del mio piacere (parlo di eiaculazione maschile) ma lei si è sempre ritratta e rifiutata.”

Parto dalla prima domanda: certo, il punto G esiste! A questo proposito vi lascio un articolo a riguardo per chi volesse approfondire l’argomento.

Punto G – dov’è e come stimolarlo

Rispondo alla seconda domanda dicendo che lo squirting (o eiaculazione femminile)  è strettamente connesso al punto G, quindi vi allego il link che continua la spiegazione sull’argomento.

Squirting o eiaculazione femminile: come funziona e perché.

Anche riguardo il sesso anale allego un interessante articolo che potrebbe rispondere a molti quesiti.

Sesso Anale – come si fa, perché non fa male e le posizioni migliori

Ho fatto una rapida carrellata allegandovi questi articoli per lasciarvi del materiale di lettura esplicativo e per soddisfare alcune possibili curiosità. Riguardo al punto G, allo squirting (eiaculazione femminile) e all’orgasmo femminile in generale, non ci sono delle regole precise. Ogni donna ha la sua sessualità, non importa la modalità con cui si raggiunge l’orgasmo, ciò che conta è raggiungerlo e quindi godere del piacere in modo appagante.   Sperimentare è sempre un bene, ma non è un bene fissarsi su una cosa. L’essere rilassati è la prima condizione per riuscire ad assaporare a fondo l’atto sessuale. Alle volte alcune cose accadono “magicamente”, solo perché stiamo vivendo il momento nella sua pienezza, se siamo in connessione con il partner e restiamo nel totale abbandono: quella è la condizione ottimale per cui tutto accada naturalmente.

Riprendo invece l’ultima domanda sull’eiaculazione maschile per darvi un punto di vista non tecnico ma riflessivo; vorrei tornare all’argomento preclusioni, limitazioni e regole di cui ho fatto appositamente la premessa all’inizio dell’articolo.

La preclusione potrebbe essere “Io questa cosa non la farò mai”. “Non mi sono sentita trattare rispettosamente quando mi è capitato, mi è sembrato di sentirmi umiliata”. “Che schifo!”. Una limitazione potrebbe essere “Provo, ma poco alla volta” (quindi per esempio: “fammi assaggiare ma subito dopo toglilo, perché non sono abituata”). Una regola invece “Non farlo senza avvisarmi, chiedimelo”.”Solo ogni tanto, non darlo per scontato”. Ci tengo a precisare che non parleremo ovviamente di situazioni che riguardano abusi subiti, perché non è questo l’argomento trattato, e perché non ne ho le competenze. Mi riferisco a semplici situazioni di coppia; le tre modalità sono molto diverse e partono da una chiusura totale e quasi immotivata, ad un’apertura graduale fino ad un’apertura con alcune indicazioni a riguardo.

Le preclusioni partono da preconcetti di varia natura (di igiene,morali o religiosi per esempio) e vanno riviste sempre: mettere dei paletti non porta a nulla, tenersi invece aperti a sperimentare può far scoprire pratiche molto piacevoli. Alcune donne non gradiscono lo sperma maschile perché nella gestualità di questo tipo di pratica si sentono prevaricate dall’uomo; questo accade tendenzialmente se la donna è “dominante”, non accoglie di buon grado il fatto di sentirsi come “sottomessa”. Altre non gradiscono l’odore, o il sapore o la consistenza, e via dicendo. Lo sperma fa parte del sesso orale quanto i nostri liquidi vaginali; se leggiamo le risposte al contrario che effetto farebbero? Se fosse il partner maschile a dare quelle risposte alla sua donna e quindi non gradisse praticarle il cunnilingus? Alcune donne hanno uscite di liquido più o meno abbondanti, e in ogni caso la vagina è un ambiente che ha le sue secrezioni. Non c’è nessun obbligo nell’assaporare l’eiaculazione del partner; di certo per l’uomo è molto piacevole e gratificante sapere che il suo piacere è gradito alla partner. Le stesse risposte si possono riferire al sesso anale, tra le preclusioni potremmo aggiungere “ho provato, ma mi ha fatto male”, “non mi è piaciuto”, “non mi sento a mio agio” e via dicendo.

Lascio la riflessione aperta con il suggerimento di non sbarrare le porte a prescindere. Se il partner è amorevole e sia ha un buon dialogo di coppia sarebbe auspicabile lo stesso buon dialogo anche in camera da letto. Sicuramente con la dovuta delicatezza, sensibilità ed attenzioni ogni argomento può restare aperto. Ciò che decide una coppia per la propria intimità, le modalità, la frequenza e via dicendo è una decisione esclusiva e privata della coppia. Resta intima la decisione tanto quando la meraviglia dello scambio tra i due corpi.

Concludo questa riflessione con una frase tratta dall’intervista fatta a Federico Sandri (link annesso).

“Più ci lavoro, più cerco di vivermi la mia sessualità, più vedo che è sfaccettata, articolata, che dipende da quello che vivo io, da quello che vive l’altra persona, da quello che accade nella nostra vita, da come cambia la mia quotidianità, da quello che capisco nelle relazioni . E quando sono convinto di aver capito quel qualcosa, di avere la sicurezza di quella cosa, poi quella cosa cambia.”

Permettetevi quindi di cambiare… anche idea, a volte! Al prossimo giovedì, e come ho scritto la scorsa settimana sarei molto curiosa di conoscere le vostre opinioni in merito,. Attendo quindi i vostri commenti!

[Chi fosse interessato ad informazioni riguardanti il benessere sessuale può contattarmi come referente alla mail: [email protected]]

 

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