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Progetto Sirius: il buon sonno è fondamentale anche nello spazio

Progetto Sirius: il buon sonno è fondamentale anche nello spazio

Il buon sonno è fondamentale anche nello spazio. Il Materassificio Montalese collabora al progetto SIRIUS, i viaggi spaziali simulati, preparatori per le ambiziose mete interplanetarie, come Marte.
La conquista dello spazio, uno dei sogni dell’umanità, è oggi un obiettivo sempre più importante nel quadro di ricerca per le soluzioni ai problemi ambientali e di risorse legati al nostro pianeta. Questo è lo spirito che anima il progetto spaziale che ha, fra i suoi obiettivi, raggiungere Marte. Il primo viaggio esplorativo verso il pianeta rosso è previsto per il 2022, servirà a compiere studi sulle possibilità di realizzare progetti a lungo termine sul suolo marziano. Per affrontare queste lunghe missioni interplanetarie, però, servono studi approfonditi di ordine psico-fisico, per analizzare le reazioni degli astronauti alle severe condizioni di vita durante il viaggio. Sull’argomento, da oltre un decennio, è al lavoro un gruppo di psicofisiologi guidato dal professor Angelo Gemignani, e altri ricercatori dell’università di Pisa, in collaborazione con l’ Istituto per i problemi Biomedici russo (IBMP), a cui si è aggiunto, per un particolare ambito, il Materassificio Montalese, titolare del brand PerDormire, che si trova così a partecipare al programma spaziale Sirius.

In particolare il pool italiano è stato impegnato ad analizzare il sonno degli aspiranti astronauti che durante la simulazione di un viaggio interplanetario sono costretti ad un drastico isolamento sociale ed ambientale. Le ricerche hanno accuratamente descritto le alterazioni dei pattern di sonno dei futuri astronauti, e hanno messo in campo potenziali contromisure. Con questo bagaglio scientifico ha preso il via una ulteriore simulazione di volo umano verso Marte, l’attività si colloca nell’ambito dell’ambizioso progetto “Sirius”, deputato a preparare i cosmonauti che affronteranno per la prima volta nella storia dell’Umanità la sfida dell’esplorazione di un altro pianeta. In questo nuovo esperimento, però, grazie all’esperienza maturata dai ricercatori del Prof. Gemignani e alla collaborazione del Materassificio Montalese di Pistoia, titolare del brand PerDormire, lo studio del sonno degli aspiranti cosmonauti avverrà in maniera meno invasiva che in passato. Infatti i parametri indicativi della qualità del sonno verranno rilevati direttamente da sensori inseriti in un materasso ‘ intelligente’ – lo SmartBed – sviluppato grazie a un progetto finanziato dalla Regione Toscana e coordinato da Materassificio Montalese, con la partecipazione di istituzioni quali l’Università di Pisa e l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR e partner industriali quali EBneuro Spa, e BP Engineering. Grazie a questo strumento all’avanguardia, gli allievi astronauti dovranno semplicemente dormire su quello che apparirà come un normale materasso. Lo smartBed, invece, grazie alla tecnologia sensoristica opportunamente integrata, è anche un dispositivo che, senza alcun impatto, registra parametri e indici fisiologici legati al sonno dei futuri viaggiatori spaziali, rilasciando poi i risultati del livello ristorativo raggiunto durante la notte in un resoconto quotidiano.
Anche nello spazio dunque garantire una buona qualità del riposo è importante per mantenere ottimo lo stato di salute psico-fisico e le capacità cognitive di un equipaggio interplanetario da cui dipendono, oltre che la buona riuscita della missione, soprattutto la vita dell’intero team.

SIRIUS 19. Prevede una simulazione di viaggio verso la Luna, e si svolgerà in una vera e propria stazione orbitale allestita presso l’Istituto per i problemi biomedici a Mosca. Il finto take off è avvenuto il 19 marzo scorso . La missione “analoga” prevede una durata di 122 giorni, simula un viaggio nell’orbita lunare, che contempla, oltre a una serie di esperimenti, anche un allunaggio, ovviamente finto. Alla missione partecipa un equipaggio misto e multiculturale – russo e statunitense – formato da tre uomini e tre donne. “La cosa interessante per SIRIUS-19 è la partecipazione di un equipaggio misto, con un numero uguale di uomini e donne. Come affronterà le sfide dell’isolamento, come si comporterà di fronte a potenziali disavventure e come reagirà di fronte all’aumentare dello stress, sono tutte domande affascinanti e siamo molto curiosi di scoprire le risposte” afferma Christian Rogon, project manager del progetto per il Centro Aerospaziale tedesco, che partecipa alla missione scientifica.

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