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Strade sporche a Roma, multe all'Ama. Sos dei medici: «Salute a rischio»

Strade sporche a Roma, multe all’Ama. Sos dei medici: «Salute a rischio»

L’Ama dovrà pagare forti penali per le strade sporche, i cassonetti pieni, gli spazi pubblici non sottoposti a regolari pulizie. Nell’emergenza rifiuti di questi giorni, in Campidoglio si sta studiando anche come agire sulla municipalizzata, per evitare che le carenze dell’azienda di proprietà del Comune vadano a peggiorare ulteriormente una situazione già molto delicata per cause strutturali. Tutto ciò mentre arriva l’intervento del presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-chirurghi e degli odontoiatri, Antonio Magi, che ha scritto alla sindaca Virginia Raggi, al ministro della Salute, Giulia Grillo, e al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, per evidenziare «i pericoli per la salute pubblica e chiedere interventi tempestivi e concreti». La situazione di queste settimane, sottolinea Magi, «specie davanti ad ospedali, scuole, centri commerciali, parchi pubblici e aree residenziali, rischia di creare un grave problema di sanità pubblica».

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LE CAUSE
La strada maestra individuata a Palazzo Senatorio per fare passi in avanti è quella del nuovo contratto di servizio, che dovrà potenziare le penalizzazioni già esistenti e soprattutto reintrodurre quelle che erano saltate nell’ultimo accordo sottoscritto tra amministrazione capitolina e Ama, quasi tre anni fa, e scaduto il 31 dicembre. L’obiettivo è chiaro ma non banale, visti i precedenti: fare in modo che i disservizi dovuti a problemi organizzativi interni dell’azienda vengano risarciti dalla stessa municipalizzata sotto forma di una riduzione delle somme versate dal Comune per il servizio svolto in città. Per raggiungere questo target verranno monetizzate tutte le prestazioni effettuate dalla società di via Calderon de la Barca inserite nel contratto di servizio: dalla frequenza di passaggi dei camion per la raccolta dei rifiuti, differenziati e non, allo spazzamento delle strade, quartiere per quartiere. Uno dei punti cardini sarà ovviamente la crescita della raccolta differenziata, su cui il Campidoglio sta investendo importanti risorse, che a fine 2018 ha subìto una botta d’arresto causata dall’incendio all’impianto Tmb di via Salaria e dalla conseguente emergenza rifiuti.
 

LE SANZIONI
Ogni singola voce sarà legata ai relativi obiettivi da raggiungere, in assenza dei quali scatterà la conseguente penale. Ancora da quantificare l’importo delle multe che, nell’ultima versione del contratto, potevano arrivare, ogni mese, al 3 per cento dei quasi 800 milioni incassati con la Tari: su base annuale significa che, attualmente, l’Ama se lavora male può pagare fino a 20 milioni di penali. L’intenzione del Campidoglio è aumentare l’importo di queste penali e, soprattutto, ampliarne il campo di applicazione. I vari casi saranno valutati da un organo di controllo, esterno alla municipalizzata, che svolgerà le verifiche, e che coinvolgerà anche l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici.

IL MONITORAGGIO
Oltre alle responsabilità collettive dell’azienda, nel nuovo contratto di servizio si tenterà di inserire strumenti efficaci per individuare eventuali sacche specifiche di inefficienza. In particolare si punta perfezionare il sistema Gps all’interno di tutti i mezzi, in modo da sapere in tempo reale dove sono camion, spazzatrici e operatori. L’organizzazione dell’azienda, inoltre, sarà rivista in modo decentrato, municipio per municipio. I primi a pagare per i disservizi, in ogni caso, saranno i vertici dell’organizzazione del lavoro. «Se il servizio non viene compiuto correttamente i primi responsabili sono i dirigenti», ha più volte detto Virginia Raggi, che vuole un’organizzazione più efficace in ogni singolo reparto o ufficio dell’Ama.
 

Ultimo aggiornamento: 17:15

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